Il caso del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi si accende con il possibile movente di Andrea Sempio. I dettagli.
Dopo le prime anticipazioni in merito alla perizia sul DNA sotto le unghie di Chiara Poggi con tanto di focus sulla compatibilità delle tracce con la linea paterna di Andrea Sempio, ecco altri dettagli venire a galla. In questo senso, il delitto di Garlasco potrebbe finalmente avere la sua svolta dopo anni e anni. Secondo il Corriere della Sera, infatti, i magistrati di Pavia “ritengono di aver ricostruito nel dettaglio anche il movente“.

Delitto di Garlasco: la perizia e il DNA riconducibile a Sempio
Come anticipato ed ormai è noto, i risultati della perizia sul DNA sotto le unghie di Chiara Poggi hanno confermato la compatibilità con Andrea Sempio. O meglio, con la sua linea paterna. In questa ottica, quindi, sotto la lente di ingrandimento oltre a lui, potrebbero esserci padre, zii e eventuali cugini maschi. Peccato che nessuno di questi ultimi individui abbia mai messo piede nella villetta Poggi. Ecco quindi che il giallo del delitto di Garlasco e l’assassinio della ragazza potrebbe avere ora una sua svolta.
Il movente di Andrea Sempio e il “segreto indicibile”
A questa situazione poco chiara si aggiunge un altro dettaglio che potrebbe davvero essere il colpo di scena in tutta la vicenda. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, i magistrati di Pavia ritengono di aver ricostruito anche il movente. Addirittura gli inquirenti parlerebbero di “plurimi indizi contro Sempio”. Pare che l’obiettivo dei pm sia quello di chiudere le indagini ad inizio 2026 e successivamente procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Sempre i magistrati pavesi potrebbero in un secondo momento inviare le carte alla procura generale di Milano per valutare anche la revisione alla condanna di Alberto Stasi.
Come spiegato anche da Il Tempo, sarebbero due, quindi, gli scenari maggiormente battuti dalla nuova inchiesta: un segreto indicibile scoperto da Chiara, e da qui il raid per farla tacere, oppure un approccio sfociato in un rifiuto, che avrebbe potuto scatenare la furia omicida dell’indagato. Tutto questo, però, verrà chiarito “solo dopo che verrà depositata anche la consulenza medico legale della professoressa Cristina Cattaneo, chiamata dai pm ad accertare l’orario della morte, le armi del delitto e le fasi omicidiarie, completando così il quadro già tracciato nella relazione del Ris di Cagliari sulla traiettoria delle macchie di sangue e sulla presenza di tracce di eventuali complici sulla scena del crimine”, si legge su Il Tempo.